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UN
CONTRATTO NUOVO DAL SAPORE DI VECCHIO.
Con la approvazione da parte della Corte dei Conti della parte economica
relativa al rinnovo contrattuale del comparto sanita', si e' arrivati
alla fine del lungo e travagliato iter di rinnovo di un contratto
scaduto da troppo tempo.
Si e' affermato da piu' parti che questo contratto ha comunque
ben difeso la compattezza del comparto sanita', perche' tutte
le sue componenti escono “rinvigorite” economicamente
da questa stesura e queste affermazioni, avanzate dagli esponenti
delle sigle
firmatarie,
sono apparse anche sulla rivista nazionale dell'Ipasvi, “L'infermiere”,
che ne ha ospitato le dichiarazioni nel numero giunto nelle case
degli Infermieri italiani (oltre 325mila) a fine febbraio 2004.
Dispiace invece rilanciare la polemica, ma e' necessario anche
per spiegare il perche' di una convinzione opposta, convinzione
che insiste e ribadisce che proprio gli Infermieri, cioè quella
platea raggiunta con la rivista Ipasvi da questi soddisfatti firmatari
, siano quelli meno gratificati dal rinnovo del CCNL.
Siamo nel 2004: il mansionario (o DPR 225 del 1974) e' diventato
Legge 30 anni fa: e questa sembra l'unica scadenza, collegata ad
una nota legislativa, recepita da chi ha partorito questo nuovo,
insoddisfacente strumento che regola il lavoro di moltissimi Infermieri
italiani; 2004, anno di ricorrenze....5 anni fa (1999) lo stesso
mansionario CHIUDE i lavori (ad eccezione per il generico, che ottiene
dal CCNL del 2004 una importante indennita' specifica..); siamo
a 10 anni dalla emanazione del profilo professionale (o DM 739 del
14 settembre 1994) che semplicemente assegna all'Infermiere (EX)
professionale la ...“responsabilita' dell'assistenza infermieristica
generale..” e prepara il terreno legislativo ai master di specialita',
ma anche a grandi responsabilita' assistenziali dell'Infermiere.
Sempre in questo anno del rinnovo del CCNL, in questo 2004 D.C.,
siamo dunque osservati, come Infermieri, con un occhio pesantemente
rivolto al nostro passato remoto, mentre quello prossimo, immediato,
non riesce a liberarsi dalle ambasce e dalle angoscie del comparto:
nella inevitabile, ovvia pretesa di accontentare le istanze di molti,
pare completamente superata la necessita' di accettare la legittima
richiesta degli Infermieri italiani di vedere riconosciuti rischi,
ruolo, responsabilità, sofferenze operative.
Francesco Falli
Presidente del Collegio Ipasvi,
La Spezia
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