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PIZZA SI, TERAPIA (SPESSO) NO.
Sembrano ancora lontani i momenti, veri e concreti, di uno sforzo anche
istituzionale per abbassare i rischi professionali, e al tempo stesso
i costi per l’intero sistema:
chi ha preso parte ai nostri corsi
ECM sul rischio clinico avrà certo sentito quanto ‘’costa’’ effettuare
il passaggio e la TRASCRIZIONE delle terapie col tradizionale metodo
di carta e penna: secondo i dati statistici di alcuni studi, questo metodo è responsabile
di almeno il 12% degli errori legati alla somministrazione della terapia.*
Come fare allora per migliorare la sicurezza delle attività?
E’ sufficiente
guardarci intorno: se sono pochissime le realtà sanitarie che utilizzano
metodi di certificato passaggio dei dati terapeutici, con un sistema
a prova di errore, si consideri quanti ristoranti e pizzerie adottano
il lettore ottico per recepire le ordinazioni dei clienti: sono ormai
moltissime, e le penne ottiche sono usate con molta sicurezza da operatori
non necessariamente
esperti di informatica…
Forse in Italia, in generale, è più sentita la necessità di
poter ordinare una pizza al gorgonzola con sicurezza (nel senso che così non
me ne porteranno una alla marinara,piena d’aglio…) che poter
far circolare, nelle strutture sanitarie, le informazioni quali le PRESCRIZIONI
TERAPEUTICHE, con una garanzia di avvenuta trasmissione fra i diversi
operatori.
*[L.L.Leape and all., System Analysis of Advers Drug Events, 1996, JAMA]
[ NDR: il Collegio
Ipasvi di La Spezia, per il sentito problema del rischio clinico
e l'errore nelle pratiche infermieristiche, ha pubblicato un
comodo ed utile libricino dal titolo ''imparare dagli errori: il
rischio professionale nel nursing, attraverso l'analisi di momenti
critici e l'uso di protocolli di sicurezza''. e' possibile richiederlo
direttamente via posta elettronica, al solo costo delle spese
di stampa e trasporto. ]
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